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Verso altri antidepressivi Uno studio della durata di 6 settimane, realizzato su 129 pazienti con depressione moderata-grave, ha indicato una sostanziale equivalenza terapeutica tra bupropione (225-450 mg/die) e trazodone (150-400 mg/die) con un miglioramento più rapido dei sintomi da parte del trazodone 13 .

Nei pazienti non responders In uno studio, 727 pazienti con disturbo depressivo maggiore non responsivi o intolleranti al citalopram, sono stati randomizzati a bupropione SR (max. 400 mg/die), sertralina (max. 200 mg/die) o venlafaxina SR (max. 375 mg/die) Cool shoe Infradito WESS Cool shoe oKTBdJXtC
. L’outcome primario era rappresentato dalla remissione dei sintomi definita da un punteggio totale < o = 7 nella Hamilton Rating Sale for Depression (HRSD-17) al termine dello studio; le variazioni dei punteggi del Quick Inventory of Depressive Symptomatology-Self Report (QUIS-SR-16), registrate durante le visite di controllo, erano misure di esito secondarie volte a determinare il grado di remissione (punteggio finale < o = 5) e di risposta (riduzione = o > 50% del punteggio basale). Dopo 14 settimane, le percentuali di remissione dei sintomi secondo l’HRSD-17 e il QUIDS-SR-16 erano 21,3% e 25,5% con bupropione SR vs. 17,6% e 26,6% con sertralina vs. 24,8% e 25% con venlafaxina SR 14 . Tra i tre gruppi di trattamento non sono emerse differenze significative nemmeno nelle percentuali di risposta: 26,1% per bupropione SR, 26,7% per sertralina e 28,2% per venlafaxina SR. Al termine dello studio le dosi medie risultavano 282 mg/die per il bupropione, 135 mg/die per la sertralina e 193 mg/die per la venlafaxina 14 .

Effetti indesiderati Gli effetti indesiderati che interessano più del 10% dei pazienti sono la xerostomia, i disturbi gastrointestinali (compresi nausea e vomito), la cefalea e l’insonnia. Le reazioni di ipersensibilità hanno una incidenza compresa tra l’1% e il 10%: si manifestano tipicamente come rush cutanei, prurito, orticaria o dolore toracico; reazioni più gravi (rare) possono includere angioedema, dispnea/broncospasmo e shock anafilattico. Sono stati riportati anche artralgia, mialgia e febbre in combinazione a rash o altri sintomi indicatori di ipersensibilità ritardata. Altri eventi avversi frequenti (1-10%) sono anoressia (talora associata a perdita di peso); agitazione e ansia; tremori, vertigini, alterazioni del gusto; disturbi visivi; acufeni; aumento (a volte grave) della pressione arteriosa; sudorazione; dolore addominale, stipsi; astenia 1 . Il bupropione è associato ad un rischio di convulsioni dose-correlato; negli studi, l’incidenza delle convulsioni, generalmente tonico-cloniche generalizzate, è stata circa dello 0,1%. Non comuni sono risultati altri effetti indesiderati come confusione, disturbi della concentrazione, tachicardia. Una metanalisi di 117 studi randomizzati, controllati, indica una tollerabilità/accettabilità più favorevole per sertralina e paroxetina rispetto al bupropione che ha un tasso di sospensioni del trattamento causate dalla comparsa di eventi avversi più o meno simile a quello di fluoxetina, escitalopram e venlafaxina 15 . Secondo una recente metanalisi della Cochrane, la sertralina è l’antidepressivo col miglior profilo beneficio/rischio 16 .

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Alla scoperta delle diverse varietà di cacao

Cacao criollo

Theobroma cacao cacao

Definito anche cacao nobile, il Criollo è il cacao più pregiato . D’altro canto è delicato e poco produttivo (rappresenta meno del 10% sul totale del raccolto mondiale) e, per questi motivi, ha anche un prezzo più elevato rispetto alle altre varietà ed in genere, è utilizzato per cioccolati di alto pregio.

Originario del Messico , è diffuso inAmerica centralee nel nord del Sudamerica, soprattutto in Ecuadore Venezuela.

Cacao forastero

Theobroma cacao sphaerocarpum

Robusto e molto produttivo, dunque più a buon mercato, con il forastero si produce circa l’80% del cioccolato.

Coltivato inAfrica occidentale, inBrasilee nel sud-est asiatico, rappresenta oltre l’80% di tutto il cacao raccolto nel mondo. Dai suoi semi, di colore violetto e dal gusto forte, contrariamente a quelli del criollo che sono bianchi e profumati, si ottiene un cacao lievemente aspro e amaro.

Cacao Trinitario

E’ un ibrido dei primi due, originario della bassa Amazzonia (Trinidad), è coltivato anche in Messico, Caraibi, Colombia, Venezuela, Asiasud-orientale. Ha caratteristiche intermedie rispetto alle prime due varietà e rappresenta circa il 10% della produzione mondiale.

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Quanto tempo impieghiamo su Facebook? Ecco la nuova funzione del social

Novità Facebook, nasce la funzione che ci permette di monitorare quanto tempo trascorriamo sul social network.

di , pubblicato il
26 Giugno 2018

Troppo tempo su Facebook ? Ci pensa lo stesso social network a farti smettere. Sta per arrivare una nuova funzione che permetterà a tutti gli iscritti di monitorare quanto tempo sta dedicando al social e decidere se interrompere o meno l’attività.

Facebook

Il social network fanno male , forse la tecnologia in generale ha un bel po’ di contro che sono stati trascurati. Ma probabilmente le cose non stanno proprio così, semplicemente ancora una volta quel che fa male è l’eccesso. Il troppo stroppia, come dice il detto. E come ogni abbondanza esagerata, può portare dipendenza, la regina di tutti i mali. La grande dipendenza da social, e da smartphone in generale, con tutte le app che mette a disposizione, rischiano di estraniare sempre più l’individuo dal resto del mondo fisico che lo circonda. Queste controindicazioni in realtà erano state già mosse tempo fa, proprio all’alba del nuovo mondo fatto di social network.

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Se le critiche al mondo social sono sempre esistite e ne hanno accompagnato la crescita in ogni momento, ora quello stesso mondo virtuale riconosce probabilmente i rischi che sta portando nel mondo fisico e si mette in guardia, del resto i danni che porta al mondo fisico, finiscono poi inesorabilmente per fare del male anche a quello virtuale. Facebook decide quindi di inserire una nuova interfaccia che permetta ai suoi iscritti di monitorare la durata della loro attività sul social. Una vera e propria funzione che permetterà di stoppare tale attività qualora l’utente avrà superato il limite di tempo impostato in precedenza.

critiche

Prima di Facebook però ci erano arrivati anche Apple e Google , ora anche l’azienda di Zuckerberg decide di non stare a guardare e mettersi al passo con gli altri big. L’opzione si chiama‘Your Time on Facebook’ ed è stata sviscerata dal sito TechCrunch che ha raccolto anche le parole di un portavoce del sito: “Lavoriamo a nuovi modi che garantiscono che il tempo trascorso su Facebook sia ben speso”. La funzione illustra i dati degli ultimi sette giorni e fa una media del tempo giornaliero passato sul social.

Apple e Google

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EFFETTO SPUGNA DELLE ROCCE MARZIANE

La presenza d’acqua - e quindi di vita - su un pianeta dipende anche dalla sua mineralogia. Lo ha stabilito una nuova ricerca, pubblicata su Nature, che ha calcolato come le rocce marziane possano trattenere un quarto in più d’acqua rispetto a quelle terrestri

di Stefano Parisini
giovedì 21 dicembre 2017 @ 12:07

Parte dell’acqua che in un tempo remoto fluiva sulla superficie di Marte potrebbe essere ancora lì, assorbita dallo stesso pianeta. Un nuovo studio , pubblicato su Nature , ha infatti preso in considerazione la composizione delle rocce marziane per calcolare quanta acqua potesse essere rimossa dalla superficie attraverso reazioni chimiche con le rocce stesse .

composizione quanta acqua potesse essere rimossa dalla superficie attraverso reazioni chimiche con le rocce stesse

Illustrazione di un Marte odierno (sx), secco e arido, confrontato con la stessa scena oltre 3.5 miliardi di anni fa (dx), ricoperta d’acqua. Le rocce della superficie hanno lentamente reagito con l’acqua, sequestrandola nel mantello marziano. Crediti: Jon Wade

Confrontando la mineralogia marziana con quella terrestre, e portando gli opportuni correttivi per temperatura e pressione superficiale, il gruppo di ricerca internazionale che ha condotto il nuovo studio ha calcolato che le rocce marziane possono trattenere circa il 25 per cento in più di acqua rispetto a quelle terrestri.

il 25 per cento in più di acqua

Questo darebbe conto della disidratazione marziana, che in termini quantitativi non può essere spiegata solo con la dispersione dell’acqua nello spazio – spazzata via dal vento solare una volta collassato il campo magnetico del pianeta – o con il congelamento sotto la superficie.

«L’attuale sistema di tettonica a placche della Terra impedisce drastici cambiamenti nei livelli delle acque di superficie: le rocce si disidratano in maniera efficiente prima di entrare nel mantello relativamente asciutto della Terra», spiega Jon Wade dell’Università di Oxford, UK, primo autore della ricerca. «Ma né la Terra primordiale né Marte possedevano questo sistema di riciclo dell’acqua. Su Marte, l’acqua che reagiva con la lava appena eruttata, formando la crosta, ha prodotto un effetto spugna, prosciugando la superficie del pianeta e rendendo Marte inospitale per la vita».

Jon Wade

Jon Wade. Crediti: Università di Oxford

Lo studio evidenzia come bastino solamente piccole distinzioni per causare effetti significativi che, nel tempo, si sommano e diventano determinanti per il destino di un pianeta. Marte è più piccolo della Terra, con una temperatura diversa e un maggiore contenuto di ferro nel suo mantello di silicati. Proprio queste diversità hanno reso la superficie di Marte più incline di quella del nostro pianeta a reazioni chimiche di ossidazione , originando minerali contenenti acqua e, di conseguenza, assorbendo nel mantello una maggiore quantità di prezioso liquido.

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